L'edificio
Palazzo A Mauro fu costruito intorno al 1650, nel cuore di Corigliano d’Otranto, durante il periodo barocco che ha plasmato gran parte della Puglia meridionale. Le famiglie nobili costruivano qui le loro dimore con un chiaro senso di permanenza: ampie facciate, inferriate forgiate a mano e balconi progettati tanto per la vita sociale quanto per offrire ombra. I primi proprietari conosciuti del palazzo furono i Manuli, discendenti dell’architetto barocco Francesco Manuli, che si ritiene abbia progettato la dimora nel XVII secolo. Il piano terra ospitava una stalla, un forno pubblico per il pane e un mulino, mentre la famiglia viveva ai piani superiori in stanze organizzate intorno alla vita quotidiana. A distanza di oltre tre secoli, la dimora segue ancora lo stesso principio: un luogo progettato per essere vissuto insieme.
Palazzo A Mauro è stato concepito per favorire la convivialità e la condivisione di esperienze: i suoi spazi, il suo ritmo, il suo calore sono interamente a disposizione degli ospiti. L’intento alla base di ogni scelta restaurativa è stato lo stesso: far sì che chiunque vi arrivi senta, fin dal primo momento, che questo luogo lo stava aspettando. Tutto ciò che la casa offre è al servizio di quella sensazione: la sensazione di sentirsi, per tutta la durata del soggiorno, completamente a casa in Italia. Come chi ne fa parte.
Il vostro soggiorno
La nostra storia
C’è un particolare tipo di nostalgia legata alle radici lasciate alle spalle. La famiglia che sta dietro a Palazzo A Mauro è italo-americana: i loro nonni fecero parte della grande migrazione verso il Sud che, all’inizio del XX secolo, portò milioni di persone dalla Sicilia, da Napoli e dal Mezzogiorno in generale oltre l’Atlantico. L’Italia che si lasciarono alle spalle non fu mai dimenticata: tramandata attraverso il cibo, la lingua e il senso di appartenenza a un luogo. La scoperta di questo palazzo ha segnato la fine di quel lungo viaggio e l’inizio di qualcosa di chiaro: una casa dove le persone potessero riunirsi e condividere quei momenti che contano davvero.

